di Beniamino Buonocore
Una sera di queste, come quelle che si assomigliano tutte,
due acquari hanno deciso di passare una serata davanti ad un bottiglia di vino rosso, sul tavolo dei graziosi piattini di legno con mille e mille sfizioserie, nel locale la musica riempie ogni angolo, con le note di una ballata jazz; un cameriere si avvicina, vorrebbe liberare il tavolo, ma improvvisamente percepisce il lieve movimento delle mani che si avvicinano, che si toccano.
Non vuole rompere quell'armonia, fa un passo indietro, sorride a se stesso, e piano piano si allontana. Il suo è un mestiere faticoso, a volte difficile, ma che è capace anche di regalarti un attimo di felicità guardando una coppia conoscersi. Ma la sua è un'altra storia, un altro racconto. I due acquari si raccontano tutto ciò che l'intelletto (distratto) concepisce. Non c'è un filo logico nelle loro parole. C'è una sola cosa: voglia di un attimo insieme, distratti e lontani dal resto. Un momento rubato alla quotidianità che inizia li, e li finirà. Ma per un attimo, quell'attimo è il solo momento presente.
Ma tutto è un attimo.
Le pistole escono dai giacconi.
Fermi nessuno si muova, nessuno si farà male.
Urla, terrore, panico.
No fermo. Non reagire, lascia andare.
BANG
Ora due mani sono insieme. L'attimo è spezzato. Una chiazza di sangue scorre sul pavimento, porta con se felicità, amore, una vita.
Ora tutto è cessato. Ora c'è solo silenzio. Silenzio e solitudine.
mercoledì 26 novembre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento